A seguito del comunicato del CNOP in merito alla alienazione genitoriale pubblicato in data 6 ottobre, la Società di Psicologia Giuridica (S.P.G.) e l’Associazione Italiana dei Consulenti Psicoforensi (A.I.C.P.F.; della quale sono membro del comitato scientifico), hanno ritenuto opportuno e quanto meno doveroso redigere un documento che, partendo dalle evidenze scientifiche, affrontasse in maniera puntuale e chiara la questione del fenomeno della c.d. alienazione genitoriale troppo spesso trattato in maniera pretestuosa ed ideologica senza alcun fondamento né scientifico né giuridico.
Purtroppo tale condizione esiste e vede coinvolti sia madri che padri con importanti conseguenze sul benessere psicofisico del minore.
Negare che esistano situazioni di rifiuto del minore a seguito del fenomeno della c.d. alienazione genitoriale è come negare che possano esistere i fenomeni di eventuale stalking e mobbing.
“Il documento trasmesso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) al Ministro della Giustizia in materia di alienazione parentale (indicata con l’acronimo PAS/AP) solleva questioni di rilievo scientifico, professionale e giuridico. Le presenti osservazioni intendono contribuire a una distinzione concettuale essenziale: il mancato riconoscimento della “sindrome di alienazione parentale” quale diagnosi nosografica non comporta, di per sé, l’irrilevanza clinica e forense delle situazioni in cui un minore rifiuta la relazione con un genitore.
Nel contempo, si ritiene di condividere l’avvio di una seria riflessione su queste tematiche, spesso affrontate in modo stereotipico se non “ideologico”, a discapito dei soggetti deboli coinvolti, e con uno iato purtroppo ancor oggi assai rilevante tra la percezione collettiva ed i dati scientifici su cui si basa il lavoro peritale”.
