Ancora un’altra ricerca sull’importanza dei padri sul conseguente sviluppo dei figli. Dopo la tabella qui proposta, una nuova ricerca dell’Università di Oxford (Opondo et al., 2016) sostiene che la presenza della figura paterna contribuisce in maniera fondamentale alla sviluppo emotivo del figlio. La ricerca longitudinale è stata condotta su un campione di 10.440 bambini coinvolti nel progetto fin dai primi mesi di vita.
Contributi generali
Panorama – Piercing: gli adolescenti li fanno perché le adolescenti li vogliono. E i genitori?
Tratto da Panorama di Nadia Francalacci
Piercing sì o piercing no? Nell’adolescenza la risposta pare dipendere soprattutto dalle ragazze: secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza il 16% dei giovanissimi dichiara infatti di avere un piercing, con una percentuale nelle ragazze (12%) tre volte superiore a quella dei ragazzi (4%).
Esercitare la professione sanitaria ha dei rischi. Questo è quanto confermato dalla ricerca pubblicata su The Lancet dal prof. Colin nel mese di settembre 2016.
La problematica del Burnout assume rilevanza critica non solo rispetto al paziente (commissione di errori medici prevedibili) ma, i livelli di stress esperiti (adempimenti burocratici, retribuzione inadeguata, sovraccarico lavorativo etc.), hanno assunto connotazioni pregiudizievoli tanto da essere direttamente connessi all’ideazione suicidaria tra i professionisti sanitari.
Rifacendosi agli studi in materia di separazione e divorzio, riconosciuta l’importanza di entrambe le figure genitoriali sullo sviluppo psico-fisico del minore ( a titolo di esempio si vedano anche i contributi realizzati come Il Maternal Preference non è criterio giuridicamente valido per decidere in merito al collocamento del minore, Sintesi bibliografica dell’importanza della figura paterna sullo sviluppo psico-fisico dei figli e Ancora sul collocamento alternato) l’ampia recensione pubblicata dal dott. Vittorio Vezzetti sulla rivista Health Psychology Open approfondisce gli effetti biochimici e psicobiologici sui minori conseguenti la perdita di un genitore a seguito del divorzio.
Di prossima pubblicazione (dicembre 2016) per la collana American Psychology-Law Society Series il manuale di Pirelli G., Beattey R.A., Zapf P.A. The Ethical Practice of Forensic Psychology.
Il manuale, esamina attentamente i principi etici delle Linee Guida dell’American Psychological Association (APA) nello specifico dell’Ethical Principles of psychologists and code of Conduct (EPPCC) e delle Specialty Guidelines for Forensic Psychology (SGFP).
In aggiunta vengono prese in esame 35 situazioni nelle quali il professionista forense si può ritrovare affrontate da esperi del settore.
La novità di questa pubblicazione è il suo incoraggiare il lettore ad utilizzare un modello best practice che vuole promuovere il processo decisionale empirico ai fini della risoluzione dei problemi di deontologia forense.
Reputo importante, in questo momento in cui il Centro Italia continua a tremare, far conoscere l’intervento degli operatori di Telefono Azzurro ad Amatrice e nei territori colpiti dal sisma del 24 agosto. L’attività svolta è quella di sviluppare progetti a lungo termine per garantire a bambini ed adolescenti un ritorno alla normalità.
Sintesi bibliografica dell’importanza della figura paterna sullo sviluppo psico-fisico dei figli
Nel panorama attuale giurisprudenziale e, nell’ipotesi di nuove forme “familiari”, rischia di essere sottovalutata l’importanza della funzione genitoriale paterna sul conseguente sviluppo psico-fisico dei figli[1].
Uno dei problemi maggiori conseguenti alla separazione e al divorzio della coppia genitoriale è l’allontanamento del padre.
Seppure il presente contributo non vuole essere esaustivo delle conseguenze connesse alla separazione genitoriale, esso propone una sintesi bibliografica della letteratura scientifica di riferimento sull’importanza della figura paterna per lo sviluppo dei figli (vedi articolo), indipendentemente da circostanze che possono averne determinato l’assenza o lo scarso coinvolgimento (es. lutto, separazione, famiglie ricostituite, famiglie omogenitoriali, abbandono, et al.).
L’importanza del contributo paterno sul conseguente sviluppo psico-fisico dei figli è comunque strettamente connesso alla sua idoneità genitoriale. Laddove si sia in presenza di una figura genitoriale paterna con scarse e/o limitate capacità genitoriali, deve essere effettuata una valutazione specifica.
In questo ultimo periodo interesse sta avendo il dibattito politico sulla legalizzazione o meno dell’utilizzo della cannabis (Proposta di Legge n. 3235). Data l’attualità dei cambiamenti nelle varie legislazioni, i ricercatori hanno provato, e provano, a dare risposte sui potenziali effetti nocivi legati all’assunzione della sostanza.
Laddove si faccia riferimento alle neuroimmagini, la ricerca ha evidenziato differenze cerebrali associate con l’uso della cannabis.
Difficile è però stabilire se, le differenze nelle strutture cerebrali, sono la causa o la conseguenza dell’utilizzo della sostanza. Laddove le alterazioni cerebrali precedono il consumo esse dovrebbero essere approfondite nell’ottica delle prevenzione (fase iniziale), laddove, di contro, ne siano una conseguenza esse dovrebbero essere studiate per poter dare al legislatore quelli di elementi di conoscenza che sono necessari a prendere decisioni informate e successivamente orientarlo verso politiche ragionate e tutelanti la salute dei cittadini.
Riflessioni in tal senso provengono da Filbey F. “Weeding Through Marijuana’s Effects on the Brain” e dalla ricerca di Blanco C. et al. “Cannabis use and risk of Psychiatric disorders” contributi entrambi pubblicati sul Journal of American Medical Association (2016).
Figli di coppie omogenitoriali e outcomes evolutivi: una rassegna della letteratura
Il seguente lavoro propone un’attenta revisione della letteratura scientifica internazionale e non in materia di adozioni alle coppie omogenitoriali.
A partire dal documento redatto dall’Ordine degli Psicologi del Lazio (http://www.ordinepsicologilazio.it/risorse/rassegna-stepchild-adoption/ del 10 febbraio 2016), gli Autori del presente contributo hanno visionato oltre 200 articoli scientifici. La conclusione è che, nonostante altre fonti sostengano il contrario, allo stato attuale non vi sono evidenze a favore della tesi che la crescita di un minore all’interno di nuclei genitoriali omosessuali non sia caratterizzata da difficoltà emergenti nel corso dello sviluppo, restando ad oggi confermato il maggior benessere psicofisico derivante dal contributo di entrambe le figure genitoriali (paterna e materna) nella complementarietà dei ruoli.
Anche laddove taluni facciano riferimento ad una presunta “concordanza” di dati e pareri è necessario e doveroso precisare che, di contro, la stessa comunità scientifica è assai divisa sul tema;
Documento in allegato
Condivido i risultati di questa ricerca longitudinale di Fabricius W. (Arizona State University) in merito agli affetti del collocamento alternato in 72 giovani adulti i cui genitori hanno divorziato quando erano più giovani di 3 anni.
I ricercatori hanno concluso che, anche in caso di conflittualità della coppia genitoriale, aumentare i tempi di residenza presso ciascun genitore ha effetti positivi a lungo termine contro il deterioramento del legame con uno dei due genitori, contro le conseguenze del conflitto e conseguenti effetti benefici sulla salute.
Rispetti ai tempi di pernottamento, i risultati mostrano che l’attaccamento insicuro alla madre si riduce anche in bambini molto piccoli (da 1 a 3 anni) quando trascorrono frequenti notti con il padre o avevano un collocamento al 55%[1] tra genitori. Tuttavia, di contro, il rapporto con il padre si deteriora per quei giovani che, da piccoli, non avevano avuto la possibilità di trascorrere molte notti con il padre.
I risultati sono statisticamente significativi, indipendentemente dal livello di conflitto tra genitori, dal livello di istruzione della madre o dal tempo di contatto presenza di bambini con entrambi i genitori durante il giorno. Ciò che è determinate sulla salute dei giovani adulti (18-21 anni) era il fatto di poter passare la notte con entrambi i genitori quando erano molto piccoli (1-3 anni).
In sintesi, secondo gli Autori, l’aver trascorso frequenti notti presso la figura paterna è fattore predittivo positivo nell’età adulta.
Se poi si chiedeva ai giovani in che misura accusano i genitori per i problemi che hanno creato loro nella vita familiare, i giovani che non avevano passato frequenti notti con il padre accusano il padre dei problemi familiari createsi: tale risultato persiste anche quando il pernottamento era limitato ad 1-2 notti ogni 15 giorni (il caso del fine settimana alternato). Nei casi di collocamento alternato (quindi quando le notti trascorse presso il padre variavano da 3 a 7 in quindici giorni) le critiche rivolte alla figure paterna diminuivano ed erano distribuite tra il padre e la madre.
[1] Contrariamente ai risultati ottenuti di Tornello, S. L., Emery, R., Rowen, J., Potter, D., Ocker, B., & Xu, Y. (2013). Overnight Custody Arrangements, Attachment, and Adjustment Among Very Young Children.Journal of Marriage and the Family,75(4), 871–885;
