Sara Pezzuolo
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Convegni

Corso di perfezionamento in Criminologia clinica e Psicologia giuridica

di Sara Pezzuolo 15 Gennaio 2015
Scritto da Sara Pezzuolo

Verranno inoltre discusse consulenze e perizie su alcuni casi di cronaca nazionale.Il corso è patrocinato dal Mental Health Law and Policy del dipartimento di Psicologia della Simon Fraser University di Vancouver.Durante il corso verranno presentati come materiale didattico alcuni test forensi relativi alla valutazione psicologico forense ed all’assessment della recidiva in ambito sessuale elaborati dal M.H.L.P.I.(Mental Health and Law Police Insititute).Il Corso di Perfezionamento in Criminologia Clinica e Psicologia Giuridica si propone di fornire agli allievi una preparazione teorico-pratica in campo criminologico e psicologico al fine di acquisire maggiore professionalità ed esperienza nell’ambito delle consulenze e perizie.

CLICCA PER LEGGERE I DETTAGLI

15 Gennaio 2015 0 commento
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Convegni

La famiglia extralarge: criticità psico-giuridiche della nuova famiglia allargata

di Sara Pezzuolo 6 Dicembre 2014
Scritto da Sara Pezzuolo

06 Dicembre 2014 – Firenze, Palagio di Parte Guelfa, sala Brunnelleschi

In allegato la documentazione del convegno.

 

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Lettera patrocinio firenze

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Scheda iscrizione

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6 Dicembre 2014 0 commento
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Convegni

Corso di formazione in Psicologia Forense minorile

di Sara Pezzuolo 15 Novembre 2014
Scritto da Sara Pezzuolo

RIMINI NOVEMBRE – DICEMBRE 2014

 

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Iscrizione corso psicologia forense

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15 Novembre 2014 0 commento
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Sentenze

Il danno da pregiudizio esistenziale è risarcibile (Cass. 3374/15).

di Sara Pezzuolo 23 Gennaio 2014
Scritto da Sara Pezzuolo

Il danno da esistenziale, consistente nello sconvolgimento delle abitudini di vita del soggetto danneggiato, è risarcibile. Così la S.C. in oggetto: “La categoria generale del danno non patrimoniale – che attiene alla lesione di interessi inerenti alla persona non connotati da valore di scambio – presenta natura composita, articolandosi in una serie di aspetti (o voci) aventi funzione meramente descrittiva, quali il danno morale (identificabile nel patema d’animo o sofferenza interiore subiti dalla vittima dell’illecito, ovvero nella lesione arrecata alla dignità o integrità morale, quale massima espressione della dignità umana), quello biologico (inteso come lesione del bene salute) e quello da perdita del rapporto parentale definito anche esistenziale (costituito dallo sconvolgimento delle abitudini di vita del soggetto danneggiato), dei quali – ove essi ricorrano cumulativamente – occorre tenere conto in sede di liquidazione del danno, in ossequio al principio dell’integrante del risarcimento, senza che a ciò osti il carattere unitario della liquidazione, da ritenere violato solo quando lo stesso aspetto (o voce) venga computato due (o più) volte sulla base di diverse, meramente formali, denominazioni. Cass., Sentenza n. 1361 del 23/01/2014”

www.personaedanno.it

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Libri

Psicologia Giuridica – La teoria, le tecniche, la valutazione

di Sara Pezzuolo 10 Gennaio 2014
Scritto da Sara Pezzuolo

Psicologia Giuridica –  La teoria, le tecniche, la valutazione

Ciappi Silvio, Pezzuolo Sara (Curatore)

Pubblicazione: Gennaio 2014

Editore: Hogrefe

ISBN: 9788898542024

Pagine: 328

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10 Gennaio 2014 0 commento
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Convegni

Comportamento e inganno

di Sara Pezzuolo 16 Giugno 2013
Scritto da Sara Pezzuolo

Seminario 17 Crediti ECM per tutte le professioni

 

Mark G. Frank, Ph.D.

 

Comportamento e Inganno

 

Sabato 15 giugno e Domenica 16 giugno 2013

Orario 10 – 18

GORIZIA – Sala Maggiore Kulturni Dom – via Brass 20

Vi invitiamo ad iscrivervi al seminario interattivo su “Comportamento e Inganno” che il prof. Mark G. Frank, noto psicosociologo e Direttore del Communication Science Center della University at Buffalo, The State University of New York,  terrà il 15 e 16 giugno con orario 10.00-18.00 presso la Sala Maggiore del Kulturni Dom in via Brass 20 a Gorizia.

Il seminario dà diritto a 17 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie e 14 crediti formativi Sicool. Ai non aventi diritto ai crediti ECM verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Laureatosi alla Cornell University in psicosociologia, Il prof. Frank è uno dei massimi esperti a livello mondiale sulla comunicazione non verbale, in particolare sulle micro-espressioni, mirate a scoprire la veridicità delle affermazioni. Autore di numerose ricerche sulle espressioni facciali, le emozioni e sull’inganno e consulente scientifico di svariate entità legate alla difesa, all’antiterrorismo, alla sicurezza e alla scienza in tutto il mondo, ha anche lavorato, tra l’altro, con il Dr. Paul Ekman, famoso psicologo che insieme a Wallace Friesen ha sviluppato nel 1976 il Sistema di Codifica delle Espressioni Facciali (Facial Action Coding System o FACS, standard comune per la misurazione delle espressioni del volto e classificazione sistematica dell’espressione fisica di emozioni). Ekman ha anche ispirato la nota serie televisiva  “Lie to Me”.

Le successive ricerche del dott. Frank hanno portato all’individuazione di micro-movimenti talvolta involontari dei 44 muscoli facciali collegati alle emozioni di paura, diffidenza, stress e altre emozioni comuni agli esseri umani di tutte le culture. Le micro-espressioni sono dei movimenti facciali involontari che le persone mostrano inconsapevolmente quando nascondono un’emozione. Sono espressioni intense e velocissime di emozioni nascoste, tanto che la gran parte delle persone non le percepisce.

Il seminario della durata di due giorni si pone l’obiettivo di affinare la capacità di osservazione dei partecipanti attraverso l’esame dei comportamenti umani verbali e non verbali scientificamente validati che segnalano le intenzioni dell’interlocutore in particolare in relazione all’intenzione di nascondere informazioni, emozioni o di trarre in inganno l’interlocutore. I partecipanti impareranno come acuire la loro sensibilità nel rilevare ed interpretare minimi dettagli e soprattutto sfruttare questa competenza per anticipare gli eventi e ottenere ulteriori informazioni nel loro specifico contesto operativo.

Il seminario è promosso dal Laboratorio di Psicologia della Comunicazione CRF con il patrocinio dell’Associazione Emotusologi (Analisti del Comportamento emozionale del volto), di AMeC (Associazione Medicina e Complessità), dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Gorizia, dell’Ordine degli Psicologi del FVG, di Area Science Park, dell’Università degli Studi di Trieste e del Comune di Gorizia.

Sarà attivo il servizio di traduzione consecutiva. Iscrizioni on-line su: www.smileservice.it

Il programma completo è scaricabile dal sito www.smileservice.it . Per maggiori informazioni: info@smileservice.it oppure chiamateci allo 040 3481631.

16 Giugno 2013 0 commento
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Separazione affido

Protocolli e Linee guida a confronto per l’affidamento dei figli

di Sara Pezzuolo 7 Giugno 2013
Scritto da Sara Pezzuolo

Condividiamo l’ultima pubblicazione della dott.ssa Pezzuolo in tema di “Protocolli e Linee guida a confronto per l’affidamento dei figli” pubblicato sulla prestigiosa rivista Psychomedia il 7 giugno 2013.

Nell’ambito della psicologia forense spesso gli psicologi sono chiamati ad occuparsi di consulenze in materia di affidamento dei figli.

Il presente contributo nasce dall’idea di mettere a confronto un protocollo italiano,  il Protocollo per L’affidamento dei Figli redatto a Milano il 17 marzo 2012, e due protocolli americani, le Guidelines for Child Custody Evaluation in Family Law Proceedings  dell’A.P.A. (American Psychology Association) e i Practice Parameters for Child Custody Evaluation dell’A.A.C.A.P. (American Academy Child and Adolescent Psychiatry).

 

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7 Giugno 2013 0 commento
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Separazione affido

Documento psicoforense sugli ostacoli al diritto alla bigenitorialità e sul loro superamento

di Sara Pezzuolo 17 Dicembre 2012
Scritto da Sara Pezzuolo

Di fronte al dilagare delle polemiche e delle discussioni intorno al caso del bambino allontanato dalla madre a Cittadella un gruppo di esperti e docenti universitari in psicologia giuridica ed in psichiatria forense, ha stilato un documento che racchiude le indicazioni scientifiche maggiormente accreditate in tema di genitorialità e bigenitorialità;

1. La legislazione italiana in ossequio alla Costituzione italiana, alla Convenzione dei Diritti del Fanciullo di New York, alla Convenzione di Strasburgo ed alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo pone a fondamento dei rapporti familiari la bigenitorialità, ovvero il diritto dei minori a rapportarsi in maniera armonica ed equilibrata con i propri genitori e con le rispettive famiglie di origine.
2. Le condotte volte ad ostacolare l’esercizio di tale diritto risultano pertanto censurabili e possono a volte configurare un maltrattamento.
3. Capita talora che, per il prevalere di dinamiche di coppia particolarmente disfunzionali, il genitore presso il quale il figlio è prevalentemente collocato trasmetta al figlio stesso l’ostilità verso l’altro genitore.
4. Ciò può avvenire per via indiretta (il bambino si appropria delle reazioni emotive del genitore)oppure diretta (il genitore trasmette attivamente al bambino i propri giudizi o gli fornisce informazioni parziali o distorte).
5. Il fenomeno del bambino conteso e “schierato” a difesa di un genitore contro l’altro risulta,purtroppo, molto frequente nelle separazioni caratterizzate da un’alta conflittualità in cui i partner, anche a causa delle loro caratteristiche di personalità, non riescono ad elaborare in modo evolutivo e riflessivo l’evento separativo.
6. Tale condizione è stata in un primo tempo denominata “Sindrome di Alienazione Genitoriale” nello stesso modo in cui si è parlato di “Sindrome del Bambino Maltrattato”, per poi focalizzare l’attenzione sulle diverse manifestazioni del maltrattamento oltre che sui fattori di rischio e protettivi. Il fatto che il maltrattamento non costituisca una sindrome in senso proprio non significa che il maltrattamento non esista come fenomeno, potendo compromettere i potenziali di sviluppo psicoevolutivo del minore coinvolto.
7. Le attuali riflessioni della comunità scientifica, basate su molteplici ricerche in ambito nazionale ed internazionale, non consentono di definire il bambino come “malato” solo in quanto influenzato negativamente da un genitore contro l’altro sino ad arrivare, nei casi più eclatanti, al rifiuto di ogni forma di rapporto.
8. Attualmente si ritiene che il termine più corretto per definire tale fenomeno sia “Alienazione Parentale” e non “Sindrome di Alienazione Genitoriale” sottolineando (nei casi di rifiuto non motivato) che non si tratta di una problematica individuale del figlio ma di una difficoltà relazionale tra i tre membri della famiglia: bambino, madre e padre, alla quale possono contribuire i membri della famiglia allargata. Anche se in misura che può essere diversa come intenzioni, motivazioni e comportamenti, ognuno dei componenti il gruppo familiare fornisce il proprio personale contributo in misura variabile da caso a caso.
9. I segni di tale condizione sono il rifiuto ingiustificato e comunque talora solo parzialmente motivato da parte del figlio di frequentare uno dei due genitori (più spesso il padre ma non infrequentemente la madre) e/o il “voltafaccia” del figlio stesso, il quale prima della separazione era legato al genitore che successivamente non vuole più frequentare. Altro segnale è l’ingiustificato
disprezzo non solo per un genitore ma per l’intera sua famiglia d’origine e/o ricostruita.
10. Si può discutere se a questo fenomeno sia opportuno dare un nome specifico; a questo proposito sembra che i manuali di classificazione di prossima uscita (DSM V e ICD 11) siano orientati a farlo rientrare e definirlo all’interno della categoria dei “Disturbi Relazionali”.
11. Come per il maltrattamento, riteniamo che negare il fenomeno del rifiuto immotivato e persistente di un genitore significhi commettere un errore grossolano e fuorviante.
12. Le implicazioni psicosociali e giuridiche della violazione dei diritti relazionali dei soggetti coinvolti in tali situazioni giustifica la messa in atto di interventi e di provvedimenti psicosociali e giudiziari volti alla tutela dei diritti stessi, i quali varieranno di caso in caso a seconda dell’età del minore coinvolto, della sua capacità di autodeterminazione e delle responsabilità dei genitori e dei familiari coinvolti. D’altronde, in ambito giuridico l’attenzione alla particolarità di ogni singola situazione rappresenta un elemento fondamentale di rispetto dei componenti il nucleo familiare e soprattutto, nel caso specifico, di tutela dei diritti relazionali del minore.

Iolanda Abate, Paola Antonelli, Renato Ariatti, Anna Balabio, Fabio Benatti, Linda Betti, Francesca Bianchi, Chiara Brillanti, Cristina Cabras, Giovanni Battista Camerini, Elisa Cantarutti, Daniela Carboni, Daniela Catullo, Adele Cavedon, Simona Chiari, Francesca Ciammarughi, Sara Codognotto, Serena Colaianni, Elena Consenti, Antonietta Curci, Ancilla Dal Medico, Michele D’Andreagiovanni, Rodolfo de Bernart, Luisella De Cataldo Neuburger, Rosanna Della Corte, Rubens De Nicola, Ida de Rénoche, Carlo Desole, Renzo Di Cori, Alessandro Fanuli, Valeria Giamundo, Guglielmo Gulotta, Moira Liberatore, Laura Lombardi, Giovanni Lopez, Tiziana Magro, Marisa Malagoli Togliatti, Maurizio Marasco, Barbara Masseroli, Aldo Mattucci, Isabella Merzagora Betsos, Marco Monzani, Daniela Pajardi, Patrizia Patrizi, Sara Pezzuolo, Cesare Piccinini, Luisa Puddu, Donatella Pulixi, Donatella Ragusa, Marco Ricci Messori, Severo Rosa, Lino Rossi, Ugo Sabatello, Laura Sancio, Luca Sammicheli, Giuseppe Sartori, Melania Scali, Gilda Scardaccione, Luciana Silvestris, Magda Tura, Elena Varoli, Alfredo Verde, Matteo Villanova, Laura Volpini, Vittorio Volterra, Alberta Xodo, Georgia Zara

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Separazione affido

Effetti Psicosociali del Divorzio nell’Adulto

di Sara Pezzuolo 17 Dicembre 2012
Scritto da Sara Pezzuolo

Effetti del Divorzio: Ormai rimaniamo più stupiti nel trovarci di fronte a genitori conviventi piuttosto che ad una coppia divorziata.

Il divorzio è diventato un fenomeno talmente diffuso da passare quasi sotto il velo della normalità. In effetti, la percentuale di famiglie composte da un solo genitore è aumentata considerevolmente negli ultimi decenni, ed il divorzio genitoriale costituisce, in tutto il mondo, la causa principale di questo sorprendente aumento. In Italia, secondo i dati ISTAT, il 18.% delle coppie ha divorziato nel 2010, il doppio rispetto al 1995: parlando con bambini ed adolescenti, ad esempio nelle scuole, sembra quasi difficile trovarne uno non costretto allo (spesso estenuante) andirivieni tra casa materna nei giorni feriali e casa paterna nel weekend.

Le conseguenze? Esperienze stressanti, come la rottura del legame con il genitore che si vede di meno (accompagnata spesso dalla sensazione di aver perso un supporto emotivo), la rottura del legame con amici e compagni di classe per traferirsi in altre città, nonché la perdita dei contatti con insegnanti conosciuti e coi nonni (Amato, 2000). Naturalmente, non sempre la situazione è così tragica: vi è una grande diversità individuale nella capacità di affrontare le situazioni difficili, e di certo non mancano bambini e adolescenti che hanno raggiunto buon adattamento psicosociale nonostante il divorzio dei genitori (Amato, 2000; Isohanni et al., 2000; Rutter, 1987).

Gli studi sulle ripercussioni del divorzio sui figli sono proliferate negli ultimi anni, parallelamente alla diffusione del fenomeno. Ma quali sono, se ci sono, gli effetti a lungo termine? Pochi studi si sono soffermati sull’analisi dell’adattamento psicosociale di soggetti adulti con genitori divorziati, e sappiamo perciò ancora poco a riguardo. Huurre e colleghi (2006), del National Public Health Institute di Helsinki, Finlandia, hanno condotto uno studio longitudinale partendo dall’ipotesi che l’impatto negativo del divorzio sui figli potesse persistere anche in età adulta. Secondo gli autori, era probabile che l’esperienza di divorzio genitoriale vissuta da bambini potesse avere conseguenze negative sul soggetto adulto in termini di salute psicologica, comportamenti funzionali o disfunzionali, status socioeconomico e relazionale, e qualità della relazione col partner (o del matrimonio).

Il primo campione di soggetti, reclutati nel 1983, era composto da 2194 studenti di 16 anni. È stato loro chiesto di compilare dei questionari in modo da raccogliere informazioni su salute psicologica e somatica, comportamenti funzionali, background familiare (divorzio genitoriale, morte genitoriale e status socio-economico), caratteristiche personali, relazioni sociali ed eventi di vita. 1471 soggetti appartenenti al campione iniziale sono stati contattati via mail e ritestati 16 anni dopo (età media: 32 anni, 317 con genitori divorziati), tramite questionari molto simili a quelli utilizzati nella prima fase, riadattati all’età. Sono state aggiunte alcune scale al fine di valutare il benessere psicologico (sintomi psicosomatici, depressione e distress psicologico).

I risultati sono i seguenti. All’età di 32 anni, il gruppo di donne con genitori divorziati riportavano più sintomi psicosomatici rispetto alle donne con genitori ancora insieme.Riferivano anche livelli di depressione più alti e maggior presenza di disturbi psichiatrici “minori”. Al contrario, i soggetti maschi provenienti da famiglie divorziate o meno non riportavano differenze significative. Relativamente alle situazioni di vita, i figli di divorziati (maschi e femmine) riportavano livelli di educazione più bassi e un tasso maggiore di disoccupazione, un tasso maggiore di separazione divorzio dal coniuge (a loro volta) e comportamenti a rischio più frequenti, come dipendenza da fumo e abuso di alcol.

Per quanto riguarda i risultati sul sopporto sociale e  sui rapporti interpersonali, le figlie di genitori divorziati riportavano un numero minore di famigliari, parenti, amici ed altri conoscenti importanti, e si ritenevano meno soddisfatte del supporto pratico e dell’assistenza finanziaria ricevuti. I figli maschi di genitori divorziati riportavano minore soddisfazione rispetto ai figli di genitori ancora sposati solo relativamente all’assistenza finanziaria. Infine, il punteggio relativo alla presenza di eventi di vita negativi era maggiore per i figli dei divorziati (principalmente per le donne).

Il motivo per cui il divorzio dei genitori avrebbe effetti peggiori sulle donne rimane ancora da chiarire. È possibile che il tipo di relazione instaurato col partner e la qualità più bassa delle relazioni intime facciano la loro parte, mediando gli effetti a lungo termine del divorzio genitoriale. È forse ancora più probabile che il divorzio dei genitori, insieme ai conflitti che lo precedono e lo seguono, costituisca una “base di vulnerabilità”, un fattore di rischio per i figli, in grado di aumentare la probabilità che questi si ritrovino ad affrontare un divorzio una volta adulti, nonché la probabilità di sviluppare depressione (Rogers, 1994). Ma occorrono ulteriori ricerche che chiariscano il ruolo di mediatori e fattori di rischio/protezione, nonché le disparità di genere.

BIBLIOGRAFIA:
Amato, P. R. (2000). The consequences of divorce for adults and children. Journal of Marriage and Family, 62, 1269–1287.
Huurre, T., Junkkari, H., & Aro, H. (2006). Long-term Psychosocial effects of parental divorce. A follow-up study from adolescence to adulthood. European Archives of Psychiatry and Clinical Neuroscience, 256, 256–263.
Isohanni, M., Jonen, P., Kemppainen, L., Croudace, T., Isohanni, I., Veijola, J., Räsänen, S., Wahlberg. K-E., Tienari, P., & Rantakallio, P. (2000). Childhood and adolescent predictors of schizophrenia in the Northern Finland 1966 Birth Cohort – descriptive life-span model. European Archives of Psychiatry and Clinical Neuroscience, 250, 311–319.
Rogers, B. (1994). Pathways between parental divorce and adult depression. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 35, 1289–1308.
Rutter, M. (1987). Resilience in the face of adversity. Protective factors and resistance to psychiatric disorder. British Journal of Psychiatry, 147, 598–611.

Fonte http://www.stateofmind.it/2012/11/effetti-divorzio/

17 Dicembre 2012 0 commento
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Separazione affido

La SINPIA e la Alienazione Genitoriale

di Sara Pezzuolo 17 Dicembre 2012
Scritto da Sara Pezzuolo

Riportiamo il comunicato stampa redatto dalla SINPIA in tema di alienazione genitoriale data l’importanza che esso assume nell’ambito scientifico

http://www.sinpia.eu/atom/allegato/1063.pdf

17 Dicembre 2012 0 commento
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