Tratto da Panorama di Nadia Francalacci
Disagio giovanile o “solo” voglia di provare qualcosa di “proibito”, di “estremo”? Nelle ultime due settimane il Tribunale dei Minori ha ricevuto più di una decina di segnalazioni, dalla città di Milano ma anche dalle province lombarde, di casi relativi al macabro gioco Blue Whale.
Alcuni sembrerebbero falsi allarmi. Su tre o quattro casi, invece, gli investigatori stanno seriamente indagando. E le conferme arrivano direttamente dagli ambienti giudiziari milanesi.
Ma la agghiacciante moda del Blue Whale potrebbe essere classificata come una delle forme più raffinate ed estreme di cyberbullismo. E proprio come negli abusi attraverso il web, le vittime sono i ragazzi più fragili.
